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MAGAZZINO ITALIAN ART APRE A NEW YORK

June 16th, 2017 - Category: Contemporary Art

Cold Spring, New York – Magazzino, il nuovo spazio privato dedicato all’arte italiana del dopoguerra e contemporanea, ha aperto ufficialmente al pubblico, lo scorso 28 giugno, con una mostra inaugurale che rende omaggio a Margherita Stein. “Margherita Stein: Rebel With a Cause” celebra la storica fondatrice della galleria torinese Christian Stein, pioniera del movimento dell’Arte Povera. L’esposizione raccoglie l’eredità della Stein negli Stati Uniti, rinnovando il dialogo intorno all’arte italiana del dopoguerra. “Siamo felici di aprire Magazzino nella Hudson Valley”, afferma il direttore Vittorio Calabrese. “‘Margherita Stein: Rebel With a Cause’ non si limita ai soli artisti del movimento dell’Arte Povera, ma include anche artisti della generazione successiva. Quasi tutte le opere in mostra non sono mai state esposte negli Stati Uniti in precedenza. Non presentiamo le opere in ordine cronologico, bensì con l’intento di evidenziare l’individualità dell’approccio distintivo di ciascun artista. Ciò che li unisce è il rapporto con la Stein, il cui sostegno a questi artisti si è protratto per oltre quarant’anni. Il nostro obiettivo è quello di sostenere l’arte italiana e gli artisti contemporanei internazionali solidamente legati alla cultura italiana con la stessa forza mostrata dalla Stein durante la sua vita.”
Situato a Cold Spring, New York, Magazzino espone opere provenienti dalla collezione Olnick Spanu, con l’intento di consolidare il riconoscimento per l’arte italiana postbellica e contemporanea negli Stati Uniti attraverso mostre e programmi. L’edificio stesso trae le sue componenti architettoniche dalla struttura esistente – originariamente progettata come magazzino agricolo, poi convertita in centrale del latte e più recentemente in fabbrica di computer –, riconvertita all’interno di un progetto più ampio concepito e guidato dall’architetto spagnolo Miguel Quismondo. Quismondo ha raddoppiato la metratura dello spazio precedente trasformando l’originaria forma a L in un rettangolo, mantenendo la corte centrale e creando un dialogo tra l’esistente la parte aggiunta. Si tratta di una struttura all’avanguardia che dispone di oltre 2000 metri quadri di spazio espositivo e di una biblioteca comprendente più di 5000 pubblicazioni sull’arte italiana. La biblioteca è accessibile gratuitamente, su appuntamento, a residenti, studenti, accademici o a chiunque desideri condurre una ricerca in questo ambito.
“Il progetto Magazzino è un tributo al suo stesso nome, giacché ripropone integralmente la forma di un magazzino industriale”, spiega Quismondo. “L’edificio preesistente è stato ridotto ai suoi componenti di base, mentre il blocco aggiuntivo è stato costruito in calcestruzzo strutturale e putrelle in ferro, in una sorta di composizione modulare. L’equilibrio tra luce naturale, rivestimento a contrasto e lo sviluppo verticale dell’ampliamento instaura un dialogo armonioso tra l’edificio esistente e l’integrazione.”
“Margherita Stein: Rebel With a Cause” presenta una selezione di opere di artisti accomunati dall’interesse che la Stein nutrì nei loro confronti contribuendo a introdurli nel mondo dell’arte. Nata e cresciuta a Torino, nel 1966, quando decise di aprire una propria galleria, assunse lo pseudonimo di “Christian Stein”, prendendo così il nome e il cognome del marito allo scopo di ottenere il riconoscimento necessario nel mondo dell’arte italiana. Grazie alla sua passione per l’arte e a un raffinato sguardo estetico, nel tempo la Stein si è confermata come una delle principali galleriste italiane della sua generazione. Nel corso della carriera si è votata al sostegno degli artisti associati allo Spazialismo, al Gruppo Zero e soprattutto all’Arte Povera, contribuendo alla diffusione di questo movimento, prima in Italia e in Europa, e più tardi negli Stati Uniti. In continuità con la missione di Margherita Stein, la mostra inaugurale e la programmazione di Magazzino mirano a promuovere il dialogo e la ricerca storica sull’arte italiana del passato e del presente.
L’espressione “Arte Povera” si deve al critico d’arte e curatore Germano Celant, che la coniò per la sua celebre mostra del 1967 alla Galleria La Bertesca di Genova. “Arte Povera” nasce dall’atteggiamento radicale assunto dagli artisti in risposta all’insoddisfazione causata dai valori stabiliti dalle istituzioni politiche, industriali e culturali. Il movimento si distinse per la realizzazione di installazioni scultoree di grande impatto, che illustrano il rapporto critico degli artisti con la storia e il mito nonché la loro predilezione per materiali semplici, sovente effimeri. Questi giovani artisti italiani si opponevano alla commercializzazione dell’arte e miravano ad annullare i confini tra i diversi mezzi espressivi, così come quelli tra arte e natura. Per diversi anni, la galleria di Margherita Stein coincise con la sua abitazione, dove poteva vivere tra le sue opere, e che molti di questi artisti avrebbero frequentato per partecipare a dibattiti filosofici che vertevano sui cambiamenti in corso nell’arte contemporanea. L’impegno di Margherita rispetto alle loro idee si è poi dimostrato una parte essenziale della storia dell’Arte Povera.

L’esposizione inaugurale presso Magazzino, che raccoglie l’eredità della Stein, presenta opere storiche, che coprono un arco di oltre quattro decenni, di artisti tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, oltre a quelle di Marco Bagnoli, Domenico Bianchi e Remo Salvadori, che rappresentano la generazione successiva a quella dell’Arte Povera.

In ottobre sarà pubblicato un libro fotografico di Marco Anelli che documenta la realizzazione di Magazzino dall’inizio alla fine. Il volume, intitolato Building Magazzino, ritrae gli operai in cantiere nel corso della realizzazione del progetto di Quismondo, che ha trasformato uno spazio industriale in uno dedicato all’arte italiana.

La missione di Magazzino, tuttavia, non è solo quella di promuovere l’arte italiana e gli artisti italiani contemporanei, ma anche di esporre opere che promuovano un più ampio dibattito sull’Italia e sulla sua identità culturale. Ad esempio, Magazzino ha sponsorizzato un progetto di Melissa McGill, artista residente nella Hudson Valley, il cui ultimo progetto, “The Campi”, è stato presentato in diverse sedi durante l’apertura della Biennale di Venezia 2017. “The Campi” è un progetto di scultura sonora che richiama le caratteristiche piazze veneziane, riproducendo il suono e quindi la vita di questi emblematici centri di cultura. Magazzino continuerà a sostenere progetti fuori sede di artisti affermati ed emergenti sia in Italia sia negli Stati Uniti.

Magazzino Italian Art sarà caratterizzato da un’ampia programmazione didattica dedicata ai visitatori e alla comunità locale, oltre che da mostre temporanee ospitate a rotazione in una delle sue gallerie due volte all’anno.

Segui Magazzino sui social media: @magazzino #MagazzinoItalianArt
Per maggiori informazioni su Magazzino, consultare il sito http://magazzino.art.


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